La produzione

ISOLEDIPENSIERO – Sintetizzatori vintage italiani (2010)

ISOLEDIPENSIERO 2 – Sintetizzatori vintage italiani (2011)

Questo lavoro – “Isole di pensiero II”,  opera di nove brani – prosegue la ricerca intrapresa con quello precedente, ovvero la valorizzazione di sonorità ottenute mediante l’apporto di rarissimi synth italiani degli anni 70.

ISOLEDIPENSIERO 3 – Sintetizzatori vintage italiani (2012)

ISOLEDIPENSIERO 4 – In canto (2013)
Opera di musica elettronica articolata in sette episodi, quarta release di ISOLEDIPENSIERO, è fortemente caratterizzata da un sottile equilibrio fra slancio istintivo e razionalità progettuale.
Il compiacente protrarsi ambiguo ed enigmatico di uno sfumato confine tra intelletto e fantasia diventa il tratto stilistico decisivo: quando la dimensione intellettuale rischia di orientare il volgere compositivo verso inopportune derive strutturalistiche, ecco che l’istinto creativo muove imprevedibili pulsioni connesse alla volontà di trasmettere emozioni, fino a spingersi, sempre in modo discreto e controllato, all’adozione di stilemi tipici di una estetica “popolar” anni 70 (Tangerine Dream, Kraftwerk e Genesis i riferimenti piú evidenti).
Sovrapposta a questa sorta di dicotomia, oltre all’integrale utilizzo di materiale sonoro esclusivamente elettronico – caratteristica principale dell’autore impegnato anche in quest’opera  nella riscoperta e valorizzazione di sintetizzatori vintage di  fabbricazione italiana (come da anni) – trovano spazio distesi e lineari vocalizzi di masse corali riprodotti da un vecchio Mellotron. La cifratura timbrica globale viene così arricchita e levigata mediante la  rievocazione dello strumento più naturale a disposizione dell’uomo, la voce, che si intreccia e si contrappone con le imprevedibili e puntillistiche proiezioni articolatorie del weird sound generator.

ISOLEDIPENSIERO 5 – Canto di Prog (2014)

L’opera “Isoledipensiero V”, anche sottotitolata “Canto di Prog”, trova la sua cifra in una dimensione timbrico/compositiva ispirata ai colori e alle suggestioni “progressive” grazie all’utilizzo di strumenti che hanno caratterizzato il suono di quest’epoca della storia del rock: l’organo Hammond, il Mellotron, l’Eminent; sintetizzatori quali il minimoog e l’Arp Odyssey; piani elettrici come il Rhodes e il Pianet. Questi strumenti, tutti rigorosamente autentici e d’epoca, vengono affiancati ai già noti set-up tastieristici di fabbricazione italiana che fin dal principio hanno caratterizzato sia l’opera nella sua globalità che lo stile dell’autore. A segnare principalmente questa quinta release di ISOLEDIPENSIERO sono fondamentalmente più anime che interagiscono e convivono: la collaborazione con la violinista Gemma VATIERO (nel brano “string from outer sapce”) ed una dimensione elettroacustica caratterizzata dalla manipolazione di “spettromorfologie” riconducibili ad una indagine sonora di tipo “colto”, tipica della musica elettronica del secolo scorso. Quest’ultima costituisce uno sfondo nel quale possono stagliarsi tempi composti (tipici prog) e intuizioni melodiche anche di matrice popolare.

ISOLEDIPENSIERO 6 – D’istanti (2017)
Per Flauto, Sintetizzatori e dispositivi elettronici. 
Con atmosfere sospese tra elettroacustica, musica cosmica ed elettro pop, «D’istanti» non rinuncia (anzi, se ne avvale come tratto distintivo e caratterizzante) ad una commistione tra l’esplorazione elettronica- anche mediante l’impiego di supporti analogici pre-internet, oltre alle tecnologie digitali più attuali – e l’approccio strutturale alla composizione volto anche al recupero di una sorta di dimensione tonale.
Il titolo incarna infatti il doppio senso «distanti» e «di istanti»: il primo inteso come divario (distanza) tra i vari approcci creativi (anche apparentemente incompatibili fra loro), il secondo volto alla concretizzazione e valorizzazione «di istanti» istintivo/creativi in contrasto sinergico con l’approccio più sistemico/progettuale della pianificazione compositiva nella sua cifra più strutturale, intesa anche come impiego di tecniche legate a manipolazioni di materiali sonori, a trasformazioni e sviluppi tematici che si avvalgono di arcaici processi fiammingo/contrappuntistici.

Flauto: Dario Caradente

ISOLEDIPENSIERO 7 – Canto dei pensieri di una mente libera (contaminazione da alcune poesie di Attilio Bertolucci) 2018
Isoledipensiero 7 ha come focus alcune idee di certe poesie di Attilio Bertolucci. I tratti melodici si insinuano intrecciando i versi del poeta parmigiano come liberi pensieri e scaturiscono dall’indagine sulla convivenza segreta fra ciò che le parole dicono, non dicono, contraddicono e il loro canto. Le fasce sonore dalla natura spettromorfologica ora inquieta ora più rassicurante e serena, prodotte e articolate da cangianti commistioni timbriche elettroniche, avviluppano gli spettri dei ricordi e delle emozioni del poeta. Tali contaminazioni, che danno vita a vere e proprie forme variative che si strutturano su temi e armonie costantemente rigenerate, vengono proiettate in giochi di luce visti all’interno di un ambiente celato nella nebbia con sfumature d’ombre e dolce senso ipnotico.

ISOLEDIPENSIERO 8 -Immagina (2020)

Suite di otto brani che vuole essere il mio personale tributo a quei corpi che si sono congedati nell’anonimato a causa del terribile virus denominato Covid 19. Ho voluto dedicare questo contributo al personale medico che non si è risparmiato davanti a questo mostro invisibile – sul quale non è stata fatta ancora totale chiarezza- e a tutti coloro che hanno perso un proprio caro e per i quali “non andrà più tutto bene”.

Al proliferare di “mosaici sonori” di cui si è riempito il web ho preferito una riflessione isolata e discreta, una silente e pacata disperazione come grido interiore.

L’opera è stata interamente concepita e realizzata nella solitudine del mio studio privato e gli strumenti utilizzati, quelli riconducibili a gestualità strumentali tradizionali quali le percussioni, le chitarre, gli archi, i fiati ecc., sono in realtà campioni sonori resi disponibili grazie alla tecnologia.

Infatti, nel periodo in cui è stato concepito e realizzato questo concept, è stato imposto un distacco sociale tale da impedire la collaborazione e l’interazione, in presenza, con veri strumentisti; ho quindi dovuto immaginare anche questi, ovvero di essere circondato da  musicisti che suonassero con me.

ISOLEDIPENSIERO 9 – Incorporale (2025)

L’opera è ispirata alle tematiche dell’incorporalità – Dio, luce, fantasma, velo… – qua intesa come una sorta di trasversalità spirituale che si materializza attraverso costrutti sonori, in absentia, volti a rappresentare tale concetto nel duplice significato tecnico e poetico. Da qui l’intuizione del poeta Attilio Bertolucci che ancora oggi non smette di affascinare: “Assenza, più acuta presenza”.
L’opera si avvale di una caratteristica compositiva la cui cifra stilistico-estetica è l’esaltazione degli stati e delle immagini emotive che mirano a contagiare spiritualmente, cognitivamente e anche fisicamente l’ascoltatore. Vorrei comunicare gli affetti propri del mio pensiero poetico e musicale, alla ricerca di una perfetta sintonia con ciò che ho vissuto e sentito nell’atto creativo, sperando che le emozioni e le immagini evocate dalla mia musica possano incarnarsi in chi ascolta suscitando meccanismi di simulazione, trasmettendo così uno stato corporeo/spirituale condiviso.
Rispetto ai precedenti isoledipensiero, qua si attenua l’utilizzo massiccio della totalità dei synth elettronici che da sempre hanno caratterizzato le precedenti release, orientando questa volta il focus su una cifra strumentale più variegata e comunque legata alla strumentazione tastieristica tipica del rock progressivo, proprio come già avvenne in Isoledipensiero 5 – Canto di Prog: organo Hammond, Eminent 310, Mellotron 400, Moog, Piano rhodes, ecc., oltre ad interventi strumentali di natura acustica ed elettroacustica e funzionali all’idea poetica, la cui caratteristica comune rimane però la totale assenza di una gestualità vera e propria. Questo nuovo Isoledipensiero 9, vuole inquadrarsi come la naturale prosecuzione del precedente isoledipensiero 8.

ISOLEDIPENSIERO 10 – La fortezza della solitudine (2026)

Solitudine è forse continuare a credere oggi in una retroricerca legata alla valorizzazione e all’utilizzo di strumenti elettronici risalenti all’era pre-internet, divenendo fortezza se la scelta continua a caratterizzare, seppur con qualche compromesso, tutto il work in progress isoledipensiero, dimensione questa tanto isolata quanto visionaria che sprigionano immagini poetiche come risonanze di echi e dinamiche di una solitaria vita interiore; sembianze tramutate in contrappunti di eventi isolati, anche lontani, senza luce tra loro, ma sotterraneamente e intimamente connessi.

ISOLEDIPENSIERO 11 – Trasfigurazioni (2026)

Si limita notevolmente l’utilizzo del sintetizzatore inteso tradizionalmente come nelle precedenti release lasciando spazio a strumenti altrettanto storici e caratteristici del pop/rock quali l’organo Vox, l’Hammond, i pianoforti elettrici Rhodes e Hohner pianet e il Mellotron. La centralità dell’opera viene infatti caratterizzata da una sorta di trasfigurazione e riutilizzo di sequenze portanti dell’opera chitarristica “Come una lente del tempo che verrà” interpretata da Gianluca Gozzi, unitamente all’uso di texture sonore che contribuiscono a caratterizzare e orientare in modo importante il panorama sonoro generale.

Chitarra: Gianluca Gozzi

ISOLEDIPENSIERO 12 – Reminiscenze sintetiche (2026)

L’album verte sostanzialmente in un recupero di materiali compositivi e campioni sonori approntati a partire dal 1990 fino al 1996. Alcuni brani erano già formalmente strutturati come si ascoltano oggi e furono all’epoca utilizzati in format teatrali come musiche di scena. Altri sono stati maggiormente rivisitati grazie a ciò che offre lo standard tecnologico attuale, riscrivendo parti singole portanti fino a  intervenire sulla struttura globale dell’opera. Alcune linee strumentali, anche se può sembrare un paradosso, sono ora affidate a strumenti maggiormente datati rispetto alla tecnologia tipica che ha caratterizzato gli anni ’90, ovvero strumenti importanti legati alla storia della musica elettronica e pop-rock deli anni ‘70: mellotron, piani elettrici Rhodes e Hohner pianet (oltre alle timbriche pianistiche più tradizionali), Prophet, Minimoog, organi Vox e Hammond per citare i più importanti.